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Crocevia di culture

Il Traforo del Monte Bianco, un collegamento tra i popoli e i territori nel cuore delle Alpi e un asse di comunicazione turistico ed economico internazionale dal 1965.

Per molto tempo le Alpi hanno rappresentato una barriera invalicabile e una frontiera naturale tra le nazioni e i territori. La storia del Traforo del Monte Bianco illustra le tre condizioni che sono state necessarie per la creazione di un tale collegamento: il desiderio degli uomini, la volontà politica e gli interessi economici.
Inaugurato nel 1965, il Traforo del Monte Bianco è una via di comunicazione internazionale tra la Francia e l’Italia che riveste un’importanza decisiva per gli scambi economici, sociali e culturali in ambito europeo.
Il traforo svolge un ruolo fondamentale per la promozione dello sviluppo turistico e degli scambi tra le valli di Courmayeur e di Chamonix. Nel 2018, l’infrastruttura ha ospitato 1.956.179 veicoli, di cui 1.316.754 veicoli leggeri.
Numerosi progetti si sono scontrati con queste difficoltà all’alba del XX secolo. Quest’opera grandiosa poteva nascere solo all’interno di un clima politico internazionale sereno. La volontà di riconciliazione tra i popoli dopo la Seconda Guerra Mondiale, la creazione di un "mercato comune " sostenuto da capi di Stato e governi, il Trattato di Roma firmato nel 1957 e la ripresa economica dopo gli anni dell’immediato dopoguerra hanno permesso di vincere questa sfida. All’inizio degli anni ’60 il Traforo del Monte Bianco rappresentava la concretizzazione della rinnovata riconciliazione tra i popoli italiano e francese, ma soprattutto della ricostituzione dell’Europa.

Uno spazio di apertura e di sviluppo

Il Traforo del Monte Bianco, al cuore del collegamento Roma-Ginevra-Parigi, costituisce un asse fondamentale di sviluppo economico e sociale al servizio delle valli locali, collegando i grandi poli regionali di Lione e Torino e aprendosi verso grandi agglomerati europei. 
Permettendo la circolazione delle merci nelle migliori possibili condizioni di sicurezza e di fluidità, il Traforo del Monte Bianco si pone come un vero artefice del benessere della collettività, e allo stesso tempo come un partner delle numerosissime aziende il cui equilibrio economico si fonda sulla affidabilità delle consegne e degli approvvigionamenti. 
Facilitando gli scambi tra Francia e Italia e i servizi locali, il Traforo del Monte Bianco favorisce anche l’attività turistica e culturale. Le valli d’Aosta e di Chamonix in particolare beneficiano di bellezze naturali e paesaggi straordinari, di un ricchissimo patrimonio storico e di numerose strutture di svago. Queste caratteristiche spiegano l’importanza del traffico turistico attraverso il Traforo del Monte Bianco: i veicoli leggeri rappresentano i due terzi del traffico, ossia il 68%.

Uno spazio di scambi

"Qui, oggi, due nazioni si stringono … la storia dona loro il battesimo della fraternità, la natura, l'affinità spirituale"- Amintore Fanfani, Presidente del Consiglio del Governo italiano, il 15 settembre 1962.
Al di là degli scambi economici, culturali e turistici, il Traforo del Monte Bianco costituisce un crocevia di competenze e di innovazione esemplare, rafforzato dal suo carattere binazionale.
Alla qualità e alla sicurezza del servizio reso agli utenti partecipano quotidianamente in molti: squadre presenti ogni giorno all’interno dell’opera o sulle vie di accesso, forze pubbliche di soccorso, amministrazioni e servizi pubblici, rappresentanti eletti, governi, esperti o aziende partner, italiani o francesi.
Questo incontro multiculturale di competenze e conoscenze fa del Traforo del Monte Bianco uno spazio di scambi unico per lo studio e la realizzazione di soluzioni innovative. 
E sono proprio queste caratteristiche particolari che hanno permesso al Traforo del Monte Bianco di figurare tra le opere più innovative in materia di sicurezza. Il traforo viene regolarmente visitato da esperti venuti da tutto il mondo, e nel 2018 ha accolto quasi 1500 persone venute per scoprire le sue strutture e i suoi impianti.
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